Strudel dalla “Cucina Italiana”

Strudel dalla "Cucina Italiana"


Avete presente quelle enciclopedie che facevano bella mostra nelle cucine delle mamme? se non siete più giovanissimi ,anche nelle nostre cucine agli albori di una vita matrimoniale trentennale, io l’avevo!

Avevo questa , ne avevo altre, una acquistata a rate con il mio primo stipendio nel lontano 1984 quando guadagnavo la bellezza di quattrocentomila lire, sotto lo sguardo attento e vigile di mia madre vista la giovane età, questa passione mi accompagna da sempre.

Qualche annetto è passato, non diremo quanti, qualche trasloco anche, io mi sono “evoluta” e diventata “digitale” e di trasloco in trasloco mi sono alleggerita di mobili, marito, libri ,suppellettili e ad un certo punto mi son venute a noia queste pesantissime enciclopedie che usavo sempre meno ed occupavano mensole e ripiani destinati ad accogliere altro.

Colpo di spugna , è rimasta una tastiera con il suo immenso sapere, migliaia e migliaia di foto nuove e colorate, sfumate, ritoccate che di salsiccia ne fan polpette, dove i contorni sono evanescenti e gli sfondi in tinta, ben diverse le immagini sempre marroni e pesanti di quelle pagine spesse .

Sfogliando quelle pagine compariva la visione netta e cruda di un pollo non infiocchettato, di una porchetta con la mela in bocca, orrore!

una pasta al forno con sugo grondante di olio e grassi senza neanche dello zenzero di sfondo, che ci azzecca poi questo zenzero anche nella pasta al forno è tutto da capire…a quanto pare fa scena, fa figo e riempie l’obiettivo!

Insomma, sfogliando quelle riviste si sfogliano le pagine del tempo, ritorni nel salone di mamma e di nonna, niente forma e tutta sostanza, le tovaglie in quelle foto non hanno neanche una linea di ecrù o di color sabbia, neanche uno spago lega dei panini ,lo spago è cosi chic, ma ci sono piuttosto quadrettoni rossi …e cervi stampati !

Ne abbiamo fatta di strada, ci siamo evoluti nel gusto e nella conoscenza, tutti sommelier, tutti chef, tutti food blogger, tutti maestri, le ricette inedite ci sono state consegnate al battesimo e sono solo nostre per virtù e volere dello spirito santo, va bene così, sono i nostri tempi e così ci piace e ci divertiamo.

Una volta si cucinava per dovere, per passione, per la famiglia, ora per fotografare, auguriamoci che rimanga nei piatti un pò di sostanza e non solo ciò che è esteticamente bello .

A me piace questa sfida, questo pizzico di competizione, ma ho vissuto anche altri tempi ed altre cucine e mi barcameno sempre tra ciò che è veramente gustoso , buono e soprattutto mi piace.

Difficilmente troverete cose strane ed accostamenti bizzarri per me improbabili, tutta la fantasia e creatività la lascio a chi ha più estro ed entusiasmo e quindi anziché stupirvi con effetti speciali e inondare in mio strudel , per far scena e novità , con ribes, goji, frutto della passione e mele, noci pecan e curcuma orientale, mi rifugio in un angolino del mio monitor a leggere di una ricetta “antica” della Cucina Italiana consegnatami con una foto dal mio amico Roberto, della cui cultura culinaria son certa e di cui apprezzo suggerimenti, aiuti e ricette al bisogno.

Questo è il sapore di un vero strudel, sfoglia, che non è pasta sfoglia, non è brisèe, non è frolla, non è farina di farro, ne grani antichi, è esattamente ciò che deve essere ,una sfoglia da strudel!

Quindi rimboccatevi le maniche, preparatevi a schiantare l’impasto in spianatoia, abbandonate planetaria e bimby e fate lo strudel come si faceva una volta!

In questo articolo mi fa piacere mostravi una foto del ricettario di mia nonna scritto a macchina da mio nonno e conservato da una cugina che mi ha inviato questo ricordo quando ho pubblicato le foto dello strudel chiedendomi se avessi usato la ricetta della nonna Lucia…sapete che sono un pò romantica ed antica e certe cose e foto mi fanno emozionare e voglio farvela vedere aprendo così questo articolo!

Grazie a Roberto per la ricetta e grazie a Maria Rita per il bel ricordo.



Ingredienti Strudel dalla "Cucina Italiana"

  • Impasto
  • 150 g di farina 00
  • 50 g di burro sciolto freddo
  • 1 di uovo intero
  • 3 cucchiaio di acqua
  • 1 pizzico di sale
  • Farcitura
  • 600 g di mele Granny Smith al netto, già pulite
  • 80 g cucchiaio di zucchero di canna
  • 125 g di uvetta peso già ammollata
  • 40 g di pinoli
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • 20 g di burro sciolto per spennellare la sfoglia

Preparazione

Preparazione impasto

  1. Mescolare in una ciotola la farina, l’uovo, il burro buso, tre cucchiai di acqua ed un pizzico di sale e lavorare fino ad ottenere un impasto maneggevole. Trasferire su spianatoia lavorando con energia, sbattendo e torcendolo finchè non sarà diventato elastico.
  2. Trasferire su spianatoia lavorando con energia, sbattendo e torcendolo finchè non sarà diventato elastico. Conservare per 30 minuti circa tra due piatti caldi.
  3. Stendere con mattarello ,ma anche allargando con le mani fino ad ottenere una sfoglia sottilissima quasi trasparente.
  4. Preparazione farcia

  5. Sbucciare le mele e tagliarle a pezzetti , lasciare in una ciotola con acqua e limone per qualche minuto. In una padella sciogliere 20 gr di burro ed inserire le mele ben scolate e lo zucchero e lasciar andare a fuoco minimo per circa 20 minuti. Le mele devono essere cotte, quindi morbide, ma non sfatte o una purea, i pezzetti devono rimanere integri. Unire l'uvetta ammollata ben asciugata ed i pinoli, fare insaporire e raffreddare.
  6. Al centro spolverare con pangrattato e versare le mele arrotolare piegando verso l’interno prima il lato corto poi avvolgere dal lato lungo. Pennellare con burro ed infornare in forno caldo statico a 200°C per 10 minuti poi abbassare a 180°C per una ventina di minuti.Servire tiepido!

Ecco il risultato